Giovedi 19 Maggio 2022 

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Istruzioni  per i nuovi donatori

 

Sicurezza e Test:

accertamenti di laboratorio

Controllo Sanitario

 

Comunicati dal Centro Trasfusionale:

Info sanitarie rischio malattie infettive

Progetto Plasma Iperimmune

Consigli prima e dopo la donazione

 

 

I nostri numeri

rilevazione dati al 31/12/2014
Soci Donatori effettivi: 374
Nuovi iscritti nell'anno: 37
Soci donatori non più attivi: 34
Donazioni effettuate: 826
 
 

5xMille

 
 

In occasione della dichiarazione dei redditi o tramite il modello CUD metti la tua firma nel riquadro dedicato agli enti NO PROFIT e inserisci il Codice Fiscale nella nostra Sezione AVIS di Cesate che è il seguente:
97 119 060 156

 

 

 

 

Il tuo contributo è prezioso!

 

 

 

 

 

Storia

Erano gli anni del boom economico, Cesate, come altri paesi del nord, viveva uno sviluppo economico importante.
Ai posti di lavoro che si crearono seguì, inevitabile, l'immigrazione.
Nacquero il Villaggio INA e il Villaggio Alfa Romeo e la popolazione crebbe,con nuovi cittadini provenienti da parti lontane di quell'Italia tanto lunga e tanto diversa nelle sue numerose province.

 

 

Alla crescita economica corrispose l'attivazione del volontariato e delle iniziative di carattere sociale e solidaristico.

Contestualmente la scienza, e con essa la medicina, avanzavano rapidamente; la nuova chirurgia richiedeva sempre maggiori quantità di sangue: reperirlo era quindi necessario e urgente.
Dalla combinazione di questi fattori nacque l'idea di aprire una sezione AVIS a Cesate.
Era la fine del 1960 e dall'AVIS Provinciale di Milano arrivò la proposta.

Gli esponenti politici, religiosi e sociali di Cesate parteciparono ad una riunione, in un'aula della scuola elementare del Centro, tenuta da un consigliere del Provinciale.
I partecipanti compresero immediatamente l'importanza di aderire: lo scopo era sentito - la donazione del sangue ha in sè tutta la forza del farsi prossimo - e l'occasione era di quelle da non mancare.
C'era un paese mezzo "nuovo" e mezzo "vecchio" da unire, si dovevano dare radici nuove ed integrare tradizioni diverse.
E così fu.

L'AVIS divenne forza aggregante, diede uno scopo comune: aiutare gratuitamente chi soffre e versa in difficili condizioni di salute.
Il 1961 fu quindi un anno di riunioni: tutto doveva essere progettato ed organizzato, specie la ricerca e la sensibilizzazione dei donatori. L'entusiasmo animava gli ideatori e gli aderenti.
A febbraio, in una sala del Centro Sociale, il sig. Tellini, delegato della sezione dell'AVIS Provinciale, rivolse ai numerosi presenti un appello perchè invitassero tutta la popolazione cesatese ad aderire alla "...schiera di questi nobili senza nome che con generosità e senso di abnegazione sono pronti ad accorrere al capezzale di un malato bisognoso per donare quella linfa della vita che è il sangue". (Comunità Nostra, Marzo 1961, pag.10).
Quell'intervento colpì molto e la schiera dei donatori piano piano si alimentò.
La prima giornata del donatore fu organizzata il 26 marzo nelle due scuole di Cesate, dove 123 persone si recarono per dare il proprio sangue. Fu questa la prima esperienza di donazione occasionale a Cesate; fortunatamente molti dei partecipanti decisero di diventare donatori effettivi, iscrivendosi alla nostra sezione.
Il 2 giugno di quell'anno un gruppo di 60 cesatesi si recò alla sede dell'AVIS Provinciale di Milano, dove alcuni medici effettuarono le visite e gli esami di idonetà, decretando così la nascita dell'AVIS di Cesate.
Da quello sparuto gruppo di donatori, cresciuto di anno in anno, ha avuto inizio la nostra storia.

 

In quasi 50 anni si sono alternati diversi Direttivi, con i loro presidenti e ciascuno di essi ha dovuto affrontare problemi e difficoltà, gli inizi in particolare hanno richiesto tenacia e determinazione.
Abbiamo dovuto trovare sempre nuovi donatori, che andassero a sostituire chi per limiti di età doveva smettere di donare; siamo stati più volte in trattativa con l'Ospedale G. Salvini di Garbagnate per ottenere, con le convenzioni stipulate, garanzie sempre maggiori, sia per i donatori sia per la destinazione del sangue.
Organizzare le emoteche (raccolte occasionali di sangue) richiedeva lo sforzo organizzativo dei consiglieri ma anche di chi prestava le strutture; le gite, le gare sportive, le lotterie per finanziare la costruzione del Centro Formentano di Limbiate hanno sempre visto i nostri volontari impegnati ben oltre la semplice donazione del dangue.

Gli sforzi di tutti coloro che in questi quarant'anni ci hanno sostenuto ed aiutato, anche materialmente con la loro presenza, ci hanno permesso di raggiungere traguardi straodinari.

I donatori di Cesate hanno effettuato 34.161 donazioni, pari a 11.715 kg di sangue (dicembre 2008), divise tra sangue intero, plasmaferesi e piastrinoferesi.

L'attività è stata svolta principalmente all'ospedale di Garbagnate ed al Centro di Limbiate, ma più di una volta i nostri donatori sono stati chiamati altrove, spesso anche in province lontane, per portare un gruppo raro a malati gravi.

 

"Il donatore di sangue non dà qualcosa di suo ma qualcosa si sè".

Chiunque l'abbia detto aveva ragione e di certo è riuscito a sintetizzare efficacemente il significato di un gesto così semplice e prezioso al tempo stesso.