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I nostri numeri

rilevazione dati al 31/12/2014
Soci Donatori effettivi: 374
Nuovi iscritti nell'anno: 37
Soci donatori non più attivi: 34
Donazioni effettuate: 826
 
 

5xMille

 
 

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Consumi in crescita ma il volontario è sempre più vecchio

È un farmaco, in molti casi un salvavita, inserito tra i Livelli essenziali d' assistenza (Lea) a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale. Parliamo di sangue  che un milione e ottocentomila italiani donano più volte nel corso dell' anno in modo gratuito e volontario nei quasi 300 servizi trasfusionali e nelle oltre mille unità di raccolta extraospedaliere. Un patrimonio di inestimabile valore sanitario e sociale. Ogni giorno nei nostri ospedali vengono effettuate undicimila trasfusioni di componenti del sangue, quattro milioni di terapie trasfusionali all' anno. Ogni volta è un trapianto di tessuto, perché tale è il sangue, necessario per interventi chirurgici ad alta specializzazione, nei trapianti d' organo, per gli ustionati, per i pazienti oncoematologici, per quelli affetti da malattie come emofilia e talassemia. Nell' ultimo anno sono state due milioni e mezzo le donazioni di sangue intero. Mezzo milione le donazioni "selettive" di solo plasma, piastrine, o plasma e piastrine. Un sistema trasfusionale d' eccellenza, il nostro, ma con qualche problema. Aldo Ozino Caligaris presidente della Fidas, una delle quattro principali associazioni donatori sangue, spiega: «Dal 2003, anno dell' autosufficienza nazionale, non si fa una campagna di sensibilizzazione eppure i consumi di globuli rossi ed emoderivati sono aumentati del 6-7% e il fabbisogno cresce in maniera costante ogni anno del 2-3% in tutte le regioni. Ogni anno, poi trenta-quarantamila donatori raggiungono il limite di età (65 anni)

per la donazione e devono essere sostituiti da donatori più giovani per mantenere in equilibrio il sistema, di fatto le nuove adesioni alla donazione non superano il 3-4% annuo. Teniamo presente che grazie ai donatori periodici si raccoglie l' 85% delle Unità di sangue necessario, il restante 15% deriva da donatori occasionali, particolarmente numerosi al centro-sud». Il sistema trasfusionale regge malgrado le emergenze temporanee stagionali. «Con un enorme lavoro dei Servizi trasfusionali, dei 21 Centri regionali di coordinamento e delle rispettive reti - a descrivere la situazione è Giuliano Grazzini, direttore generale del Centro Nazionale Sangue (Cns) all' Istituto Superiore di Sanità, - c' è autosufficienza per globuli rossi e fattori antiemofilici, non per l' albumina, usata a volte in modo inappropriato, e per le immunoglobuline per le quali il livello di autosufficienza è pari al 55-70% e che, quindi, acquistiamo all' estero. La produzione media di globuli rossi è pari a 42 unità per mille abitanti l' anno, decisamente sopra le 40, l' indice stabilito dall' Oms, ma con oscillazioni importanti: si va dalle 58 unità di sangue dell' Emilia Romagna alle 27 della Campania». Nel 2009 Lazio, Sardegna e Sicilia hanno mantenuto criticità storiche con una carenza complessiva di 70mila unità di sangue. Nel Lazio in particolare le donazioni restano sotto la media nazionale rispetto al consumo, mentre la Sicilia è in forte recupero. La Campania riesce a far fronte a se stessa e da due anni sostiene il CentroSud nel periodo estivo. Il Centro-Nord è autosufficiente e lavora di più (Piemonte, Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige) per compensare le tre regioni carenti. Autosufficienti le altre regioni. Ma il vero problema riguarda il ricambio generazionale dei donatori. «Esigenza condivisa da tutti sia perché la popolazione invecchia sia per i nuovi criteri di selezione del donatore che oggi è inserito in un contesto sociale diverso rispetto al passato», afferma Vincenzo Saturni, presidente nazionale Avis, che scende in campo con progetti educativo-formativi per i piccoli e con i mezzi informatici e spot per i ragazzi. «Il giovane è il primo a donare sangue in emergenza ma dobbiamo dare continuità a quel gesto volontario di solidarietà - dice Caligaris -. Sappiamo che il donatore è maschio, ha 35/60 anni e una cultura media, ma ci aspettiamo da un' indagine Censis proiezioni importanti. Certo è che al Sud bisogna agire sul cittadino italiano, e al Nord è tempo di coinvolgere gli immigrati». E poi ci sono le donne.

Repubblica — 13 aprile 2010